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Piqué: sono a favore del referendum catalano e gioco per la spagna

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PIQUEdi REDAZIONE

Gerard Piqué non ha mai nascosto i lati più stravaganti del suo carattere: dagli scherzi allo staff tecnico, a quelli di Halloween, passando per il suo forte sentimento“antimadridista” e le polemiche legate all’indipendenza catalana. Polemiche che gli sono valse bordate di fischi su tutti i campi di Spagna. Che vesta la maglia del Barcellona o quella “Roja” della Nazionale poco importa, perchè nel suo ultimo anno solare il centrale blaugrana ha dovuto sorbirsi un trattamento poco amichevole.

Ma le critiche, per lui, sono solo una fonte inesauribile di carica agonistica. Anziché destabilizzarlo, lo rafforzano, come lui stesso ha più volte ammesso in passato. Oggi è andato in scena l’ultimo atto della telenovela politica che coinvolge il difensore centrale del Barcellona; questa mattina in tutte le edicole di Spagna era possibile comprare l’inserto settimanale del quotidiano El Mundo, Paper. Per l’ultima edizione del periodico, Piqué ha rilasciato una lunga intervista nella quale, tra le altre cose, è tornato a calcare sui caldissimi argomenti che tengono banco da almeno 5 anni nell’attualità spagnola ed in primis la famigerata indipendenza catalana.

Se gioco per la Spagna è solo perché sento di doverlo fare. Punto primo perché abbiamo una nazionale che “fa paura” (traduzione del gergale “rehostia”, ndr). Punto secondo perché in questo momento sono spagnolo. Sento di doverne essere parte ed essere lí per aiutare i miei compagni“. Tutto chiaro, insomma, ma la polemica non si chiude con il semplice senso di rappresentanza per una nazione intera, o di una singola regione del territorio.

Essere a favore del referendum per l’indipendenza non ha nulla a che vedere con l’essere a favore dell’indipendenza. Moltissima gente ha appoggiato il referendum, non solo in Cataluña, ma in tutta la Spagna, nonostante siano contrari all’indipendenza. Non è questo il problema. Il problema è che l’informazione è filtrata in una maniera o nell’altra a seconda della sua provenienza e molte persone finiscono col crederci.

Sono molto impulsivo, uno a cui piace uscire un po’ dagli schemi e marcare il ritmo.Invece sembra che tutti debbano comportarsi nel modo imposto dalla società e non si possa uscire da questa linea. E a me, a volte, piace romperli questi schemi“. Per Luís Enrique conta che gli schemi non vengano rotti sul terreno di gioco, ma il tecnico asturiano ha anche dichiarato che preferirebbe i suoi giocatori si esprimessero sul campo, concentrando le loro energie nel gioco senza creare situazioni che possano andare a discapito della squadra. La polemica continua, con buona pace dell’ex tecnico di RomaCelta Vigo, ma certamente questo Barcellona non sta smettendo di incantare.

DI MATTIA CURMÀ’ – TRATTO DA QUI

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