di MATTEO CORSINI
“Con l'introduzione del reato di acquisto di servizi sessuali si mira a eliminare la prostituzione in quanto essa incentiva la tratta di esseri umani e viola la dignità delle donne. Si interviene direttamente sulla domanda, cioè sui clienti, mentre resta naturalmente esclusa la punibilità della persona che abbia esercitato la prostituzione”. Questo si legge in una proposta di legge presentata come prima firmataria da Caterina Bini, parlamentare del PD, con l’appoggio di associazioni cattoliche e parlamentari anche di altri schieramenti.
Considerare tutte le prostitute come schiave e, di conseguenza, i loro clienti come complici di chi le costringe a prostituirsi, è un pretesto per cercare di vietare e/o punire un’attività per motivi prevalentemente morali. Nessun dubbio che chi usa o minaccia di usare violenza verso un’altra persona per indurla a prostituirsi (o a fare qualsiasi altra cosa) sia un criminale e come tale debba essere trattato. Ma
Chissà perché una legge del genere non viene fatto per le droghe. Le droghe hanno effetti pesanti sulla salute, sono una montagna di denaro che dall’Italia esce verso altri paesi, la droga porta ad effettuare delitti, buona parte dei parlamentari italiani sono abitudinari di droghe e se ne vedono gli effetti.
Basterebbe un controllo periodico su urine o capelli per determinare se il soggetto ha fatto ricorso a sostanze stupefacenti nel periodo precedente, a quel punto scattano le sanzioni, sospensione patente, sospensione da pubblici uffici, sospensione dal lavoro, ecc. dopo sei mesi altra visita e se risulta pulito, tutto gli viene restituito, annullata la domanda viene annullato il commercio di droga.
Ma certo, quando mai il proibizionismo ha fallito? Perché non applicarlo anche all’alcool o al tabacco? Perché non agli antidolorifici? Perché non alle caramelle con lo zucchero? Perché non alla carne?
Applicarlo all’alcool sono contrario, visto che produciamo vini, birre e grappe, ma in parte esiste già con l’etilometro, quanto è calato il consumo di alcolici nei ristoranti e nei locali pubblici?
Per il tabacco sono favorevolissimo a meno di non avere la Sanità privata, uno fuma sarà maggiormente soggetto a malattie polmonari e tumori, benissimo pagherà un premio assicurativo per l’assicurazione sanitaria più elevato, non vedo perché io debba pagare per le malattie di chi fuma, mangia troppo e male e non fa attività fisica.
Le droghe sono dannose per l’organismo e per l’economia, visto che sono soldi che finiscono all’estero, come per il tabacco. La medicina ci permette di azzerare o quasi la domanda, poi se uno vuole farsi di schifezze ugualmente sono affari suoi, sono certo che abbassando il consumo del 90% sia già un bel successo ed inoltre con gli esami medici è quasi impossibile che si sviluppi un mercato clandestino, uno sarebbe scoperto in ogni caso, rimarrebbero solo i pensionati senza patente ad essere non toccati dalle sanzioni…..
Il Pd è diventato un partito bacchettone.
Un faro della conservazione ottusa.
Un campione di illiberalità ipocrita.
E questa bini si è bevuta il cervello.