di LUIGI CORTINOVIS Tutti conoscono la nota frase John Maynard Keynes, che sostenne che “nel lungo periodo siamo tutti morti”. Potrebbe bastare questa per comprendere quale etica e morale ci fossero alla base delle teorie del noto economista inglese, che continua ad essere il faro di ogni politicante. Keynes, autore della Teoria generale dell’occupazione, della moneta e del credito, risalente al 1936, sostiene che: “se il Tesoro si mettesse a riempire di biglietti di banca vecchie bottiglie, le sotterrasse ad una profondità adatta in miniere di carbone abbandonate, e queste fossero riempite poi fino alla superficie con i rifiuti della città, e si lasciasse all’iniziativa privata… di scavar fuori di nuovo i biglietti…, non dovrebbe più esistere disoccupazione e, tenendo conto degli effetti secondari, il reddito reale e anche la ricchezza in capitale della collettività diverrebbero probabilmente assai maggiori di quanto sono attualmente”. Non a caso era lui stesso convinto che le sue idee fossero perfette per le dittature, più che per le democrazie. Hitler, ad…















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