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Regionali venete, indipendenza veneta ha presentato le liste

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indipendenza venetadi REDAZIONE

Ieri, a Padova Indipendenza Veneta ha presentato le liste dei candidati di tutte e sette le Province del Veneto, che affiancheranno il candidato presidente Alessio Morosin nella corsa alle elezioni della regione Veneto.

Le liste presentate da Indipendenza Veneta vedono la prevalenza di professionisti e imprenditori, ma anche casalinghe, pensionati e operai, tutti estranei alle logiche partitiche. Indipendenza Veneta è infatti un movimento trasversale. Oltre a figure storiche del mondo dell’impresa e dell’associazionismo come Lucio Chiavegato nel collegio di Verona e Vicenza e Fabio Padovan della Life in quello di Treviso e Venezia, ci sono anche curiosamente figure della cultura e della libera professione: il notaio Alessandro Wurzer nel collegio di Rovigo, l’imprenditrice della Riviera del Brenta Rita Simionato (collegio di Venezia), ma anche personalità del mondo della musica come il violinista Giovanni Zordan del collegio di Verona.

Ancora, nel collegio di Padova figura il commercialista Donatello Cecchinato mentre in quello di Vicenza ci sono l’imprenditore Giampaolo Gentilin e l’ex pilota militare di caccia F104 eurofighter Piero Gavazzo, oggi pilota della Protezione Civile con i Canadair.

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3 COMMENTS

  1. Aggiungo un’ultima e breve considerazione. Ero anch’io quasi convinto a non andare alle votazioni. In primis per le considerazioni esposte nel commento precedente, e poi perché, aldilà di come predicato da molti, se non andavo facevo vincere Tizio o Caia, cosa di cui non me ne importa più di tanto (fra poco le nuove norme attuative agli articoli della Costituzione,saranno atte a stravolgere il rapporto Stato-Regioni), ho ricordato che i rimborsi elettorali venivano conteggiati non tanto sul numero dei votanti, ma sul numero degli aventi diritto!!! Cose e leggi, fatte apposta per aggirare il volere del Popolo, in barba alla Costituzione dove questi è SOVRANO! Dunque, che andassi o non andassi, al Potere Costituito, non avrebbe fregato un bel niente, anzi! Un rompiballe di meno! Ma, a proposito di sciopero fiscale, mi dava tremendamente “fastidio” che usufruissero della mia quota parte anche contro il mio volere, con l’aggiunta che altre persone avrebbero deciso anche per me. Alla faccia mia! Nooo! mi sono detto: sempre in quel posto devo prenderlo? Una piccolissimo potere mi è stato lasciato: votare! Non servirà a granché? Non me ne frega, ma lo eserciterò! Se facessero così anche gli “integralisti” Veneti, qualcosina in più si vedrebbe! Involontariamente ho risposto anche ad un’altra fazione coinvolta nel commento di prima. Rinnovo i Serenissimi saluti.

  2. Caterina cara, ho letto spesso tue intelligenti osservazioni postate in queste pagine, e lo erano specie quando NON difendevi, a spada tratta, alcun schieramento indipendentista,ma la sola causa in comune. Credo che sia a tuo danno criticare chi la pensa proprio come te, nel fine da perseguire, ma considera altre vie. Più o meno condivisibili. Io sono fuoriuscito da IV l’anno scorso in quanto “amareggiato” dall’ennesima divisione. Ma ho collaborato e supportato ogni iniziativa, di OGNI schieramento, in quanto pensavo e lo penso tuttora, che qualsiasi proposta atta a portare avanti la diffusione dell’idea indipendentista fosse cosa buona alla causa di TUTTI. Mi sono guardato attorno e ho capito le varie prerogative di ognuno di questi, ed anche il loro modo di perseguirlo, diffonderlo e supportarlo. Giuro, non condanno nessuno. Tutti hanno peccato di presunzione, in qualche modo. Il Plebiscito digitale indetto l’anno scorso, è stato una grande occasione che ha risvegliato le anime assopite di tutti i Veneti. Di questo bisogna darne atto a Busato & co. che lo hanno ideato e realizzato. Sembrava di essere ritornati al maggio del 1997, dopo l'”assalto” al campanile di San Marco dei nostri eroi contemporanei. Il fermento è stato grande e la stampa, anche internazionale, non ha potuto tacere tale iniziativa. In tantissimi abbiamo votato, ma i numeri forniti a supporto dell’esito, ne ha reso scettici altrettanti, Compresa la recentissima votazione del Parlamento Provvisorio da loro escogitata: corroborata da numeri impensabili. Io, coerentemente con quanto detto più sopra, ho votato on line, ma parlando con tantissimi amici e conoscenti che avevano votato l’anno scorso, nessuno ha fatto altrettanto. Molti nemmeno ne erano informati e quei pochi che lo erano, tanti non ne hanno dato retta, dopo quella che era sembrata ai più, una “esagerazione” nei numeri. E’ buffo pensare che dopo la dichiarazione unilaterale di indipendenza e la conseguente votazione del Governo Provvisorio, anche Plebiscito.eu intenda partecipare alle prossime lezioni regionali sotto il il simbolo di “VenetoSI”. Ma come? Non siamo in attesa di una consacrazione internazionale di indipendenza testè autoproclamata? A che pro, quindi, farsi “legittimare” tramite votazioni indette dallo Stato da cui si dichiarata l’autodeterminazione? Come vedi, è alquanto antipatico criticare ed accusare gli altri di mancanza di coerenza, quando si è primi a mancare in tal senso! Coerenza avrebbe voluto che “VenetoSI”, braccio politico (stesso simbolo) di Plebiscito.eu, si astenesse dal “legittimare” lo Stato da cui ci si vuole autodeterminare. Se vuoi, posso andare avanti a mostrare anche le “pecche” politiche degli altri gruppi, compresi quelli, duri e puri integralisti, che dichiarano di non andare al voto il 31 maggio, in quanto non riconoscono lo Stato occupante. In questo anch’io concordo, in via di principio, ma per fare una vera “opposizione” dovremmo non pagare più le tasse…cosa questa, bella da dire e difficile da fare, come fecero i coloni USA nel 1776 col Tea Party. Anche non pagando più Irpef, Tasi, e Co. bella, penso che comunque non si possono chiudere totalmente i rubinetti tributari dello Stato. I coloni USA a quel tempo, non avevano una forma di tassazione supplementare universalmente adottata da quasi tutti i governi mondiali: IVA ed accise!! Quindi, per protesta, cosa facciamo, non comperiamo più benzina o gasolio? Niente alimentari? Niente vestiario? Meglio tornare al sano buon senso….che sarebbe il migliore in assoluto quello che vedrebbe TUTTI i gruppi indipendentisti mettere da parte le beghe che li dividono ed unirsi ad unico Fronte sotto l’egida che TUTTI gli unisce: INDIPENDENZA! Carissimi e serenissimi saluti!

  3. è buffo… questa illuminata borghesia veneta mi sembra un club settecentesco… non si accorge che il popolo corre più di loro!… si sono innamorati della parola Referendum e lo hanno immaginato secondo i loro schemi pensando che non si potesse fare se non come le inveterate classiche abitudini suggerivano…e insistono! intanto i Veneti il Referendum sull’Indipendenza non solo se lo son fatto, ma hanno avuto conferme internazionali e verifiche puntuali… ma del club a Venezia il 28 scorso forse non c’era nessuno… non avevano chiesto accesso? sarebbe stata una resa? peccato… avrebbe capito che sono rimasti indietro mentre i Veneti sono andati avanti per una strada più moderna della loro… li avrebbero sentiti lodare per la loro iniziativa che li colloca all’avanguardia nel mondo e si sarebbero resi conto che i Veneti non aspettano più ordini da chi ambisce laute posizioni di potere.. non sono più i tempi!

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