RENZI COME GOEBBELS, RACCONTA SOLO BUGIE

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matt renzidi MATTEO CORSINI

“Lo smentisco, noi l’abbiamo già fatta e abbiamo abbassato le tasse”. Così parlò Matteo Renzi. Il dato sul Pil nel secondo trimestre è stata l’ennesima doccia fredda al renzismo dilagante, e anche i più filogovernativi tra i giornalisti non hanno più potuto evitare di porre la questione sull’eventualità di una manovra correttiva autunnale. Il presidente del Consiglio, con il suo consueto tono da fanfarone (che in Italia è ancora considerato manifestazione di grandi capacità di comunicazione, ma che altrove inizia a essere considerato indisponente, dato che il fumo è tanto, peraltro di pessima qualità, mentre l’arrosto è assente), ha risposto con le parole che ho riportato, dicendo una bugia molto probabile e una sicura.

Quella molto probabile riguarda la necessità di una manovra correttiva, che credo sia inevitabile, anche se verrà chiamata diversamente con l’ausilio di qualche slide colorata. La bugia sicura è che questo governo abbia abbassato le tasse. Si tratta di una affermazione che ho già commentato altre volte, ma qui mi pare che sia
in atto un esercizio di comunicazione “goebbelsiana”: questi signori al governo, Renzi in primis, continuano a ripetere una bugia, ed è bene ripetere che di bugia si tratta.

Le tasse non sono state abbassate; al più si può dire che sono solamente state redistribuite. Ma a fine 2014 si potrebbe scoprire che, a consuntivo, sono aumentate rispetto al 2013. D’altra parte credo dovrebbe essere evidente che le tasse calano se calano per tutti. Oppure, se si vuole essere generosi, si potrebbe optare per l’applicazione del concetto di ottimo paretiano: al calo per qualcuno non corrisponda l’aumento per altri. E’ evidente che non siamo di fronte a una situazione del genere.
E il fatto che l’economia vada peggio di quanto sia il precedente governo che quello attuale avessero stimato (con un ottimismo che mi pare molto vicino alla malafede), unitamente allo stallo sulla spending review, rende a mio parere altamente probabile l’arrivo di una nuova randellata fiscale. Che Renzi lo smentisca non fa che rafforzare la mia opinione.

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