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Rieducare all’indipendentismo, è una necessitá improrogabile

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indipendenza1di GIANFRANCESCO RUGGERI

I recenti contorcimenti in atto nello zoo della politica i-tagliana rendono ormai estremamente evidente un problema che in realtà esiste da anni e anni: l’assoluta ignoranza delle masse in fatto di federalismo, autonomismo e indipendentismo. È ovvio che anche il più tordo dei tordi si rende conto che qualcosa non va nel momento in cui il segretario federale di un partito ufficialmente indipendentista manifesta sul Piave il 24 maggio, ma questa è solo la rappresentazione ultima e lampante di un problema che si trascina da molti anni.

In primis il principale partito indipendentista si è per anni limitato a slogan urlati e sbraitati in lungo e in largo, slogan che hanno echeggiato a lungo, ma che non hanno lasciato traccia alcuna una volta che è tornato il silenzio: insomma dopo aver tanto urlato siamo più o meno al punto di prima. Poi vi è il secondo e più grave problema, l’esistenza di uno stato i-tagliano che sistematicamente occulta o travisa tutto quanto riguarda questi temi. A sentire loro l’i-taglia sarebbe un paese federalista, persino rovinata dal federalismo, dato che per loro il federalismo sono le spese pazze dei consiglieri regionali e le tasse locali. Ancor peggio capita con le tematiche indipendentiste, faccio un esempio che vale più di tante parole: l’11 settembre 2014 c’è stata la Diada di Catalogna, gli indipendentisti catalani hanno creato un serpentone lungo 11 chilometri nel centro di Barcellona, eppure chi nei giorni successivi avesse inserito la parola “Catalogna” nel motore di ricerca di un notissimo tg on line nazionale si sarebbe visto comparire solo una notizia relativa alla vendita di Cuadrado, allora giocatore della Fiorentina! Cosa c’entra tutto ciò con la Catalogna? Semplice, nel testo si leggeva che quelli del Barça, in Catalogna, erano interessati al giocatore. Insomma il generico interesse per un giocatore diventa notizia, mentre 11 km di indipendentisti in manifestazione non esistono, vengono fatti sparire nel nulla.

Ecco perché sono convinto che sia necessaria, fondamentale, imprescindibile una profonda rieducazione indipendentista, per usare un’espressione non mia.

magnet-corse-corsecorsicaSe volete l’indipendenza dovete avere delle basi, dovete sapere chi siete, cosa siete, dovete motivare le vostre richieste con numeri, dati, ragionamenti, dovete sapere di cosa parlate, solo così non sarete ingannati dallo stato i-tagliano e valuterete con i giusto spirito critico certe scampagnate sul Piave.

Termino quindi sottoponendovi subito ad una breve seduta di rieducazione indipendentista. Mi son sempre chiesto perché i sardi sparino contro i cartelli e anche se non siete mai stati in Sardegna di sicuro avrete visto in televisione dei cartelli sardi belli bucherellati. Vi mostrano spesso queste immagini, ma nessun giornalista i-tagliano vi spiega perché i sardi sparano ai cartelli, al massimo ve li descrivono come vandali o mezzi delinquenti dediti a bravate senza senso. Per anni non ho trovato di meglio che creder a queste versioni, anche se non mi hanno mai convinto del tutto, poi per caso sono andato in Corsica e ho visto che vendono gadget come quelli riportati nella foto qui accanto. A colpo d’occhio diventa subito chiaro perché anche i sardi come i corsi sparano a certi cartelli, allo stesso modo diventa chiaro perché gli i-tagliani non vi spiegano la ragione che li spinge a farlo! Indipendentzia, come dicono in Sardegna! Padania e Sardinia libere anche da certi cartelli!

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2 COMMENTS

  1. Tutto assolutamente giusto Gian!. la domanda che ti pongo è: chi deve portare avanti “una profonda rieducazione indipendentista”? . forse quelli che sono andati a manifestare sul Piave, che sono poi gli stessi che dicevano “la Padania esiste perchè esiste il grana padano?.Penso che tanta di quella gente che proprio in queste ore si tronfia del risultato elettorale in doppia cifra nella penisola, abbia creato negli ultimi 25 anni un deserto culturale enorme nelle genti padane.Quindi posso solo ringraziare persone come voi del miglioverde che vi sbattete per insegnarci qualcosa che non sia la solita bara e fuorviante informazione italica

    • Non posso che darti ragione. Alla lega va dato il merito storico di aver posto la questione, di averla portata all’attenzione del grande pubblico. Poi ha fallito miseramente nel trasformare un’idea politica del momento in un patrimonio identitario condiviso da tutti e stabile nel tempo. A questo punto chi può portare aventi la profonda rieducazione indipendentista di cui abbiamo bisogno? Tutti noi, ogni singola persona nel suo piccolo può e deve tenere accesa la fiammella, prima o poi il fuoco ripartirà.

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