RINASCI VENEZIA

di PAOLO BERNARDINI

Venezia silente

Mesta, deserta

In tempo di peste…

Una bricola freme

Sul mare febbrile,

Ma l’àncora al vento

Il Gonfalone.

Dove sei, o Marco?

E dove è fuggito il Leone?

Non invocarlo,

Ormai è lontano.

Non invocarlo,

Lo supplichi invano.

Perché un popolo vile

Ha sepolto le spade

Insieme alle vele

Ha sepolto i suoi sogni

Sul fondo del mare

In fondo al canale

Tra melma infinita.

Ma forse quei sogni

Vivono ancora

Laggiù sul fondo.

Incontreranno un anello nuziale

Gettato da un Doge

In tempi remoti

Quando Venezia

Sposava il suo Mare.

E allora alla fede

Si stringerà il sogno

E dal fondo perso

Più nero del nero

Rapido come un pensiero

Salirà

Salirà in superficie.

E il sogno, risorto da un fondo

Tanto profondo

Da non sembrar vero

Cambierà, se sincero

Il corso del mondo.

Come quando

Sognando

Venezia dall’acque

Come Venere sorse

E sull’acque regnò.

E regnando sul mare,

Sul mare profondo

Rese più grande

Fece più bello

Nient’altro, nient’altro

Che il corso del mondo.

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