ROBERT DESNOS, IL SURREALISMO ASSOLUTO E LO STATO CRIMINALE

di PAOLO L. BERNARDINI Non è raro che si parli di Robert Desnos, in rete riaffiora spesso, come un piccolo, fragile, coloratissimo pesce della Senna, e tuttavia, mi pare, la sua fama non è grande quanto la sua opera, e la sua vita. Questo non ostante la sua vasta influenza, ben al di fuori dei confini francesi: Carolyn Forché, classe 1950, uno dei principali poeti americani, impegnata a sinistra, ha dichiarato più volte d’aver tratto ispirazione da lui. E ne ha tradotto in inglese numerose poesie. Nato col secolo, all’inizio dell’estate del 1900, il 4 luglio, data cara a chiunque ami la libertà; muore quando il secolo del trionfo del Male in forma di Stato giunge al suo culmine, all’inizio di un’altra torrida estate, quella del 1945. Muore in un lager nazista dove ormai i nazisti erano stati cacciati, quasi per un omaggio ai paradossi che avevano segnato, nel bene e nel male, sua vita: lui che non era ebreo, ma amava la libertà, nell’amore,…

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