VA BENE ABBASSARE LE TASSE, MA BASTA DEBITO E SPESA PUBBLICA

di MASSIMO TESTA

Qualsiasi taglio delle tasse è cosa buona e giusta. Ma rimane un “MA” grande come una casa, che in questo paese iperindebitato e sperperone, e quindi abituato a scaricare i costi della propria dabbenaggine sugli altri, in particolare sulle generazioni successive, pochi vogliono cogliere.

Se ad un taglio fiscale non si accompagna una riduzione del debito e della spesa, quello che neanche poco tempo dopo si verificherà sarà un nuovo inasprimento fiscale per i buchi che si creeranno nel bilancio statale.

È vero che tasse più basse stimolano la produzione e al contrario di ciò che comunemente si pensa l’introito fiscale può aumentare, ma assai difficilmente questo può compensare ciò che anche sotto Trump continua ad avvenire: il costante aumento di spesa e debito.

Anche Reagan commise questo errore, e dopo di lui e Bush senior (il quale promise di abbassare le tasse e invece le alzò) seguirono otto anni di amministrazione Clinton.

Per concludere: o ad un taglio fiscale si accompagna una politica di reale riduzione dell’interventismo statale, o si tornerà alla situazione precedente in condizioni ancora più critiche che saranno la manna per i sostenitori dello stato immanente.

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