Roma salvata oggi, ma finiremo per doverla salvare anche domani

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di MATTEO CORSINI Ignazio Marino ha rilasciato questa dichiarazione dopo aver ottenuto quasi 600 milioni dal Governo (leggi: dai contribuenti tutti) a copertura dell’ennesimo dissesto dei conti del Comune di Roma: “Non abbiamo previsto nessun aumento di tasse perché in questo momento riteniamo che riducendo le spese, acquistando tutto il materiale con una centrale unica di acquisto, risparmieremo 280 milioni di euro che prima venivano sperperati… Non credo, al di là del referendum popolare, che sia necessario cedere la proprietà dell’acqua, di un’azienda al privato per farla funzionare meglio. Io penso che possiamo farla funzionare molto bene”. Trovo piuttosto irritanti le parole di Marino, peraltro non troppo diverse da quelle di tutti i suoi predecessori, di qualsivoglia orientamento politico. Apprendiamo che Marino non intende aumentare le tasse, bensì vuole ridurre le spese. Un proposito certamente condivisibile, ma uno si attende di sentire dichiarazioni di questo tipo da un candidato durante la campagna elettorale, o al più dal neosindaco appena vinte le elezioni. Marino è sindaco di…

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