di TOM WOODS*
Anche se i sostenitori dell'economia di mercato hanno spesso buone ragioni per essere pessimisti, è importante, soprattutto in quest'epoca di globalizzazione, non perdere di vista le autentiche vittorie che la tradizione liberale classica può vantare. Mezzo secolo fa, Gunnar Myrdal poteva dichiarare: "I consiglieri speciali dei paesi sottosviluppati che si sono presi il tempo e la briga di conoscere il problema, non importa chi siano... tutti raccomandano la pianificazione centrale come prima condizione del progresso". A quel tempo, gli economisti favorevoli allo sviluppo che dissentivano da questo consenso avrebbero potuto riunirsi in una cabina telefonica. Oggi, sono gli economisti che ancora favoriscono la pianificazione centrale per i paesi meno sviluppati che potrebbero tenere la loro convention in una cabina telefonica.
Le proteste pubbliche contro la globalizzazione - proteste che avvengono per lo più nel prospero Occidente - denunciano il libero scambio e