di LEONARDO FACCO
Nonostante siano passati cinque decenni, nonostante sia crollato il mitico muro di Berlino, benché sia stata pubblicata una serie di “libri neri” sul comunismo, il mito latinoamericano di Salvador Allende continua imperterrito ad ammorbare le menti deboli dei progressisti occidentali.
Un libro abbastanza recente di Nicolás Márquez – colui che ha meglio vivisezionato la vita di Ernesto “Che” Guevara, il comunista sanguinario argentino, mette in discussione la glorificazione, sia in Cile che all’estero, di un soggetto la cui vera azione politica è stata nascosta e/o falsificata.
Salvador Allende, che ha governato il Cile tra il 1970 e il 1973, è stato un dittatore devoto al genocida Stalin, che sotto la protezione e la sovvenzione del totalitarismo sovietico e con l’aiuto permanente di legioni terroristiche indigene e cubane, ha imposto un dispotismo criminale con il sangue e il fuoco.
Non senza la tutela permanente del tiranno Fidel Castro, Allende ha avallato e/o promosso sistematicamente il crimine politico come metodo di governo ed imposizione dell’ideologia bolscevica. Ha perseguitato la stampa libera. Ha imprigionato gli oppositori. Ha perpetrato il furto e la confisca massiccia di aziende, fattorie e beni immobili altrui. Ha promosso l’indottrinamento marxista nell’educazione dei bambini. Ha disconosciuto e disprezzato tutte le istituzioni statali, che hanno finito per determinare ufficialmente ed espressamente l’illegalità del suo regime. Per non parlare delle carestie e delle carenze diffuse che la sua gestione impoverente ha generato.
“La Dictadura Comunista De Salvador Allende”, per ora disponibile solo in lingua spagnola, è un’opera in cui il lettore non troverà in Allende il simpatico benefattore propagandato dai suoi seguaci, ma tutto ciò che egli fu realmente: un satrapo che, con metodi criminali, condusse il Cile all’ostracismo e alla prostrazione verso i sovietici e che, quando arrivarono la stanchezza e le prime avversità popolari, invece di affrontare la situazione con coraggio, finì per spararsi, sfuggendo a se stesso e all’enorme responsabilità politica e morale per i terribili danni inflitti al suo Paese.
“La Dictadura Comunista De Salvador Allende” merita, senza dubbio alcuno, di essere letto, perchè mette genuinamente – ed in maniera documentata, in discussione le numerose bufale imposte dagli “storici da operetta” che pullulano nella società mediatica occidentale.


Medico Salvador Allende e forse medico anche Ernesto Guevara. Un motivo in più per non fidarsi della cosiddetta scienza ufficiale? Chi lo sa?
Merita comunque di essere letto pure “Spataro – Allende: le scomode verità” uscito circa 30 anni fa.
Spataro ha scritto libri pregevoli
Peccato che tendeva ad irrigidire il braccio destro a 135° (non so se mi spiego).
Però il titolo esatto del libro, edito da Settimo Sigillo, è “Pinochet, le scomode verità”. Non “Allende”.
esatto, letto!
Pure io, in spagnolo, Pinochet: las incomodas verdades. Si scarica in rete, in italico non si trova(va).
Allende e Guevara erano pure massoni. Un motivo in più per aborrire i grembiulati.
(quello sopra è un commento finito nell’area per sbaglio, andava per conto suo)
Il bello è che girava col mitra regalatogli da Castro, scortato da membri del MIR, senza avere il fisico e l’età del guerrigliero. Visto che gli somigliava vagamente, era come vedere Giovanni Leone in giacca e cravatta, col mitra a tracolla e le BR come scorta. Assurdo.