di MATTEO CORSINI
David Sassoli, presidente del Parlamento europeo ed esponente del PD, appartiene al vasto gruppo di coloro che, a sud delle Alpi, individuano la soluzione a tutti i problemi nella formula “ci vuole più Europa”, il cui corollario sembra poi essere che l’Europa deve dare soldi al governo italiano, magari facendoli prima stampare dalla BCE.
Per di più, il debito pubblico contratto in tempo di pandemia andrebbe cancellato con un tratto di penna. E vissero tutti felici e contenti (forse). Secondo Sassoli, la situazione è delicata:
“Ci sono disperazione e miseria, iniziano ad aprirsi crepe sociali: quanto deciso fin qui è di estrema importanza e caratterizzerà l'Europa nei prossimi anni. Adesso però dobbiamo avviare una grande riforma per dare più governo e più sovranità all'Unione.”
Sassoli non spiega perché, ma chi parla per mantra quasi mai lo fa. L’importante, comunque, è rimandare il più possibile la reintroduzione di un minimo di
Che ce frega, “Après moi le déluge”. Tanto, si sa, “nel lungo periodo saremo tutti morti”: eurocalcio al barattolo