di ENRICO FRANCESCHINI
Ha tutti contro: i tre partiti di Westminster, la City, le banche, l'industria del petrolio, il big business, il Financial Times e l'Economist, ora anche la regina. Ma Alex Salmond, 59enne primo ministro del governo autonomo scozzese e leader del partito indipendentista, come un novello Braveheart non sembra affatto intimorito. Al contrario appare fiducioso di vincere lui la grande sfida di giovedì: "Le intimidazioni e il bullismo di Londra non serviranno a niente", assicura in un incontro con la stampa straniera. "La Scozia ha davanti a sé un'opportunità storica e non se la farà sfuggire".
Non condivide i rischi per l'economia della Scozia in caso di indipendenza?
"La campagna per il no è in un declino terminale, perciò ricorre alla carota e al bastone, da un lato a promesse dell'ultima ora di grande autonomia e dall'altro a minacce di ritorsioni e disastri economici. Ma gli scozzesi capiscono bene che il referendum è un'opportunità storica di cos
E’ completamente falso che la regina sia contro Alex Salmond e in favore di una vittoria dei ‘No’.
I tabloid unionisti e i giornali italioti (quale è Repubblica) stanno montando un caso propagandistico in sé privo di ogni fondamento solo per confondere gli scozzesi.
Come già spiegato in questo articolo, la regina Elisabetta II è neutrale al processo referendario sull’indipendenza della Scozia e di fatto non si è schierata contro Yes Scotland.
Il recente commento inerente al «pensare bene al futuro del proprio Paese» prima del voto, non significa suggerire o consigliare di astenersi o votare no all’indipendenza, tanto più che il portavoce di Buckingham Palace ha nuovamente ribadito come la decisione spetti interamente al popolo scozzese.