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Spagna: contante e cryptovalute nel mirino della legge anti-evasione fiscale

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di CARLO CAGLIANI

Il cappio, poco a poco, si stringe ovunque in Europa, con la solita scusa dell’evasione fiscale.

È entrata l’altro ieri in vigore in Spagna la nuova legge contro l’evasione fiscale. Come riferisce il quotidiano “Cinco Dias”, tra le misure incluse c’è la limitazione dei pagamenti in contanti dagli attuali 1.500 euro a mille euro nelle transazioni tra professionisti o imprenditori, mentre tra privati cittadini il limite è di 2.500 euro. Per le persone con domicilio fiscale fuori dalla Spagna la soglia è stata ridotta da 15 mila a 10 mila euro.

La nuova legge proibisce anche i condoni fiscali e amplia la lista degli inadempienti pubblicata ogni anno dall’Agenzia delle Entrate, che abbassa la soglia di debito per apparire nella lista dei morosi da un milione a 600 mila euro.

Sono incluse, inoltre, misure per un maggiore controllo sulla detenzione delle criptovalute, stabilendo l’obbligo di segnalare i saldi e i detentori di queste valute, così come le transazioni. Un emendamento introdotto al Senato stabilisce il mantenimento dei vantaggi fiscali per la vendita di beni ottenuti attraverso accordi di successione o eredità in vita, a condizione che siano trasferiti più di cinque anni dopo averli ricevuti in proprietà.

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