TELEGRAM, L’ANARCHICO-INDIVIDUALISTA CHE RESISTE AL GOVERNO RUSSO

di LEONARDO FACCO Durov di cognome e duro di fatto! Pavel, russo di San Pietroburgo (fu Leningrado), l’anti-Zuckerberg non ha alcuna intenzione di cedere alle pressioni del governo di Putin, che ha chiesto alla magistratura di bloccare il sistema di messaggistica di Telegram, che si rifiuta di fornire le chiavi per leggere i messaggi degli utenti (200 milioni di persone circa) ai servizi di intelligence russi (Fsb). La scusa addotta dal governo di Mosca? La solita lotta al terrorismo. La società di Pavel Durov, che ha una sede anche a Dubai, ha risposto alle richieste governative con una lettera del suo legale, dove spiega che anche volendo nemmeno loro possono leggere alcune chat degli utenti. I dati stanno in giro per il mondo, su cloud diversi e non accessibili nemmeno al creatore di Telegram. Durov è un anarco-individualista vero, che alla difesa della privacy crede veramente. In passato, ha dichiarato eterna gratitudine a Edward Snowden, l’informatico statunitense che ha rivelato i programmi di sorveglianza di massa del…

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