di GERARDO COCO
Il 6 gennaio la Banca popolare cinese (PBoC) ha svalutato lo yuan dello 0.51% nei confronti del dollaro, portandolo a quota 6.5656 e la borsa cinese ha subito un ribasso del 7%. La notizia ha scatenato il panico in tutti i mercati arrivando a "bruciare" $2.5 trilioni tra titoli americani, europei e giapponesi. Allo stesso tempo, petrolio e altre materie prime hanno subito ulteriori ribassi nei prezzi. E’ il secondo episodio di minisvalutazione dello yuan dopo quello dello scorso agosto 2015 e come allora, anche in questo caso, ha destato sorpresa. Ma non doveva essere affatto una sorpresa per tre motivi. Il primo perché lo yuan è ancora sopravalutato sia rispetto al dollaro, sia rispetto alle valute asiatiche. Il secondo perché, dopo la sua recentissima inclusione nei diritti speciali di prelievo, il paniere che rappresenta l’unità di conto internazionale di riferimento del Fondo Monetario Internazionale, composto da dollaro, euro, yen giapponese e sterlina b
Domanda,
E se la Cina, non utilizza più il dollaro ma chiede i pagamenti in Yuan, che succede,
come sta facendo la Russia con il petrolio, il cui pagamento è in Rubli?
Capisco che la Cina, ha risorse in Dollari e vedersele distruggere non sia tanto d’accordo, ma questo non toglie che hanno i mezzi e la capacità, di deviare dal baratro.
A differenza di noi….