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Una vergogna senza pari: l’unione europea e la catalogna

Da leggere

di PAOLO L. BERNARDINI

Quel che è accaduto il primo ottobre – l’eroismo della Guardia Civil che picchiava vecchiette e disabili, ragazzini e infartuati – entrerà certamente a far parte della Storia. La Storia della vergogna, però, dell’infamia, della miseria umana e del degrado morale a cui lo Stato, e le sue logiche, da sempre condannano l’umanità.

Quel che è accaduto il primo ottobre fa orrore. Parafrasando una vecchia canzoncina dello Zecchino d’Oro: “E’ il primo ottobre e a votare si vae ci accompagnano manganelli e parà…”. La Spagna ha posto su di sé un marchio d’infamia, rendendosi ridicola nel mondo intero, almeno il mondo di coloro che ancora non hanno rinunciato alla propria umanità. Nei paradossi, il presidente venezuelano Maduro si è detto dalla parte dei Catalani.

Quando mostrerò le immagini del primo ottobre di Barcellona ai miei studenti, sarà solo alla fine di un corso che studierà le vicende di una dittatura, quella spagnola, che ben pochi, in realtà, tra coloro che sono avvertiti delle cose del mondo, ritennero davvero morta nel 1975, e sepolta nel 1978, con una costituzione infarcita di franchismo, e a ben vedere, miserrima.

Ripiena di mezze figure esaltate dal sistema mediatico internazionale come vindici della democrazia spagnola, registi di mezza tacca come Almodovar, filosofi ciarlatani come Savater, la Spagna non è mai uscita da quel ritardo ottocentesco e novecentesco, cui seppe porre resistenza, culturalmente, moralmente, economicamente e socialmente, solo la “Spagna non spagnola”, per dir così, Euskadi, la Galizia, e poche altre regioni trainanti di una massa immane di sussidiati che ricorda e talvolta supera il Meridione d’Italia; e tra queste regioni virtuose, prima fa tutte, la Catalogna.

Quel che è accaduto il 2 ottobre, però, fa ancora più ribrezzo. Si tratta del comunicato ufficiale della Commissione Europea, a firma di tale Margaritis Schinas. L’Europa, o meglio la Unione Europea – io sono e mi sento cittadino europeo di una Europa ben superiore, dello Spirito, aliena da quella dei burocrati ignoranti, piccoli automi privi di cultura, ma perfino di anima, che popolano algidi palazzi a Bruxelles, Lussemburgo, Strasburgo, largamente sussidiati da tutti noi – prende seccamente le distanze dalla Catalogna, definisce “illegale” il Referendum (come Rajoy), e addirittura demanda a Rajoy, il criminale che ha inviato le truppe contro un popolo che è ancora sotto la propria giurisdizione, la risoluzione pacifica del problema.

“La violenza – scrive Schinas – non è lo strumento in politica per risolvere le questioni”. Che schifo! Detta da questi sub-nazisti – non li chiamo nazisti, credo che siano peggiori dei nazisti, in quanto questi ultimi mai hanno coperto le loro azioni con ipocrisia, sterminavano con piena coscienza di farlo – suona come: “Attenta, Catalogna, che se continui così ci sarà altra violenza, ai tuoi danni, e noi lasceremo fare”.

A chiunque poi abbia un minimo di dimestichezza col Testo Unico Europeo, vengono in mente gli articoli 2, 5, e 7, il cui combinato disposto dovrebbe far aprire una procedura di sospensione per quello stato membro che utilizzi la violenza contro i propri cittadini impegnati in attività democratiche. Ma questi pagliacci probabilmente lo ignorano. Anche la costituzione – federale—dell’URSS di Lenin prevedeva molta libertà per i popoli sottomessi. Lenin non credo ne conoscesse una parola!Le costituzioni…I balordi di Bruxelles rimandano a quella spagnola, e ignorano quella europea, il TUE, alla base della loro esistenza! Le costituzioni, pezze da culo che si utilizzano quando si vuole, quanto basta per coprire, appunto, la parte del culo scoperta! Che offesa, tra l’altro, per i padri costituenti, e per chi alle costituzioni in buona fede crede! (Bontà sua, beati i puri di cuore…).

In pratica, una questione europea e mondiale è una questione “interna alla Spagna”, come se la Spagna, che dall’Europa ha succhiato il succhiabile, vitellino grassissimo di un futuro toro per arene, non fosse parte dell’Europa. E allora anche una eventuale guerra civile sarà una questione “interna alla Spagna”, salvo poi che arriveranno nuove brigate internazionali magari da tutto il mondo – tantissimi giovani non vedono l’ora di farlo, il clic sul computer non dà il brivido del clic del fucile, e cominciano (purtroppo) ad intuirlo – e l’Europa sarà così tornata ad essere quello che è, terra di guerre laceranti, di divisioni radicali, di guerrieri, di stragi infinite.

Il capo dei parassiti, Juncker, figura sinistra, politico professionista dal 1980 (è del 1954), prima aveva detto in una intervista che l’Europa avrebbe “accettato l’opinione dei Catalani” (ma ipocrita! non è stata espressa una “opinione”, ma una “decisione” dal referendum del primo ottobre, una consultazione di questa portata non si mette insieme per esprimere una “opinione”…), poi ha pensato bene di tacere.

Vergogna! Vergogna senza pari! Vergogna superiore a quella della Guardia Civil che picchiava le studentesse, rompendo loro ad una ad una le dita di una mano!

I catalani quasi sempre (quasi, e non tutti) manifestavano con la Estelada, e quella bandiera priva di senso, poiché priva di sangue, che è dell’Unione Europea. Molti catalani volevano rimanere cittadini della Unione Europea e così li hai ripagati, Juncker, Herr Junk?

Vergogna senza pari, ma nemmeno nell’Impero Romano – forse un tantino superiore in tutto e per tutto all’Unione Europea, ma ci vuole poco, la Bocciofila sotto casa mia lo è – si sarebbe assistito ad un comportamento del genere, nel momento che vi fosse stato un atto di dedizione preliminare di questo tipo da parte della maggioranza di un popolo. Juncker, dopo aver cercato di far fallire la Brexit – ma gli inglesi hanno una civiltà superiore (al momento), occorre riconoscerlo – ha sfogato la propria frustrazione sui Catalani, che invece volevano essere parte della UE. Che vergogna senza nome!

In conclusione: il mondo sta prendendo una piega che lascia preludere a qualche brutta cosa. Mi ricorda Weimar prima dell’arrivo di Hitler. Ci manca che il papa vada al Cabaret con qualche extra-comunitario islamico in cui vede la figura di Cristo (immagino veda la Madonna nelle signore), mentre il presidente italiano Mattarella dice che la sovranità italiana va alienata – io, indipendentista, ho postato un tricolore su twitter, ma guarda te, una bandiera che però rispetto perché, al contrario di quella UE copiata dalla cartina dei baci perugina, molti sono morti con coscienza onesta e sentimenti puri nel suo nome – e mentre la Merkel ha ribrezzo della bandiera tedesca, come mostra bene un video allucinante.

Questo mondo “liquido”, di identità storiche vendute e comprate in mercato dove non sono chiari i compratori veri, e vilmente sbertucciate – e mi tocca difendere anche il tricolore! – è un mondo liquido, solo perché è fatto di liquami. Non di champagne.

Sappiamo cosa è successo dopo Weimar. Su quella bandiera tedesca, che la Merkel schifa, ci stamperanno di nuovo una svastica. Con chi se la prenderanno, visto che gli ebrei hanno già dato? Mah, ad esempio tutti gli emigrati che stanno facendo venire in Italia per sostituire gli italiani, e in Europa per sostituire gli europei. C’è una gioventù tedesca che ha un senso altissimo della patria tedesca, non schiferebbe mai la bandiera, ma questa gioventù potrebbe andare in direzioni oscure.

A questo mondo “liquido” dei globalisti, degli europeisti, degli abolizionisti del contante, dei buonisti, dei papi islamizzati, dei capi di stato spregiatori delle loro bandiere, delle ochette belline proiettate in politica “perché ora va cosi”, dei semilavorati del sapere che vanno in tv, dei giornalisti prezzolati,di tutta questa riproposizione della Berlino 1932, dei “café-concert” e dei “café-chantant”, a questo mondo “liquido” presto si sostituirà un mondo “solido”. Un mondo molto, molto solido. E forse il…”solito” mondo.

Solido è un carrarmato, il bossolo del proiettile e il proiettile stesso, il filo spinato che cintava Auschwitz, la struttura di una mitragliatrice.

Rimedi? Speriamo che l’Italia esca dall’Unione a seguito della vittoria di partiti anti-europeisti nel 2018. Che il Veneto e la Lombardia e tutte le regioni conquistino o larga autonomia o indipendenza. Speriamo che venga un papa che conosce il Vangelo e lo rispetta. Speriamo che la Catalogna abbia la propria indipendenza e ci ripensi circa l’appartenenza all’Unione Europea, i “buoni di cuore” che preparano la nuova Auschwitz.

La Speranza, in fondo, è l’ultima a morire. Proverbialmente. Ma poi muore anche lei.

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2 COMMENTS

  1. Concordo in pieno sugli auspici finali.
    Quanto alla Catalogna, mi meraviglia che non sia stata ancora attuata una decisa protesta fiscale.
    E mi meraviglio che il governo catalano si professi filo europeista.
    Io, fossi in loro, coglierei due obbiettivi in una sola mossa, via dalla Spagna e dall’unione europea.
    Per poi, eventualmente, e solo in seguito a referendum popolare, contrattare un’adesione su basi diverse e chiare.
    In merito alle prossime elezioni del 2018 io ,non fidandomi dei politici e del sistema che essi ci impongono, non voterò ; non parteciperò al loro divertimento preferito, l’inganno rappresentativo democratico.
    Ho fiducia che sempre più sudditi aprano gli occhi, e che il primo partito diventi quello dei non votanti.

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