DA “VIA COL VENTO” A “DJANGO UNCHAINED” E UNA GUERRA NON PROPRIO CIVILE

di ALINA MESTRINER Il film forse più famoso e visto della storia del cinema, l’americano “Via col vento”, regista Victor Fleming, tratto,  nel 1939 (quest’anno compie 80 anni), da un singolare, alla lettera, in quanto unico, romanzo della scrittrice Margaret Mitchell, trenta milioni di copie in trentasette paesi del mondo, offre uno spaccato della società del Sud degli Stati Uniti, durante la cosiddetta Guerra di Secessione. E’ il potente affresco di un mondo ormai scomparso, romantico ed elegante, reso immortale nella nobiltà e purezza dei valori, rappresentati da eroi, come  Ashley Wilkes e Charles Hamilton, e nell’affascinante spregiudicatezza di Rhett Butler e di Rossella O’Hara. E’ forse l’unica opera, che sappia descrivere, almeno un po’, dal punto di vista dei Confederati, la tragicità di quegli eventi, seppure con toni, a volte, melodrammatici, spesso, di romantico rimpianto. Qualcuno ha persino voluto leggerci una profonda critica all’America del secolo scorso, e potremmo aggiungere ora, a quella attuale, con i colori forti delle sue battaglie, dove esistono soltanto…

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