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Zaia e banche venete, quando l’ignoranza prende la parola

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di MATTEO CORSINI

Capisco che ogni politico debba cercare di creare consenso, ma a volte affermare cose palesemente non vere è una pessima alternativa al silenzio.

Per esempio, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha detto che è “scandaloso che non si aiutino i 205 mila azionisti delle ex banche popolari venete che hanno perso tutto e hanno comprato le azioni non per speculazioni ma perché avevano la garanzia della certificazione di valore da parte di Banca d’Italia. In caso contrario non le avrebbero comprate”.

Non dubito che esistano motivi per muovere critiche all’operato della Banca d’Italia, ma sarebbe il caso di farlo basandosi su argomentazioni non così assurde. La Banca d’Italia potrà aver vigilato in modo discutibile per un certo numero di anni, ma non ha mai rilasciato (né è suo compito farlo) alcuna garanzia sul valore delle azioni di qualsivoglia banca.

Il valore delle azioni, trattandosi di banche popolari non quotate, era determinato annualmente dall’assemblea dei soci su proposta del consiglio di amministrazione. Quelle stesse assemblee alle quali partecipavano migliaia di coloro che hanno perso tutto (Zaia compreso se non ricordiamo male) e che, dando fiducia ai consiglieri, approvavano sostanzialmente all’unanimità tutto ciò che veniva da costoro proposto.

Con ogni probabilità molti di quei risparmiatori non erano stati correttamente informati dei rischi connessi all’investimento o del deterioramento delle condizioni economiche e patrimoniali degli emittenti, ma non è sparando la prima sciocchezza che viene in mente che si risolve la cosa. A meno che Zaia sia in buona fede, il che vorrebbe dire che le sue lacune sull’argomento sono (dovrebbero essere) imbarazzanti.

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2 COMMENTS

  1. Intanto tutte le banche venete sono state comprate dai milanesi. Quando la smetteremo di farci comprare da loro, e perdere posti di lavoro qualificati?

  2. Non sa piu’ che scuea inventare per confondere le idee sperando di cavarsela dalle sue responsabilita’ per aver sempre avallato l’operato delle banche fallite per i prestiti allegri agli amici piu furbi che ne hanno profittato ovviamente…

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