de IL POLENTONE Ci vuole un bel pelo per credere a Zaia, soprattutto dopo le promesse reiterate su indipendenza ed autonomia fatte in questi anni. Ora, il governatore del Veneto torna alla carica, come nulla fosse. “Questa è l’ultima chiamata per il governo. Visto che si va verso un referendum sui voucher e sulla responsabilità solidale sugli appalti, chiediamo per la seconda volta al governo l’Election day, cioè l’abbinamento del referendum sull’autonomia del Veneto con quello che ha ricevuto il sì della Consulta”. Parole e musica di Luca Zaia, eseguite un attimo dopo che la Corte Costituzionale si è pronunciata in merito all’ammissibilità di due dei tre referendum abrogativi proposti dalla Cgil. Peccato, che non solo le parole (mai seguite da fatti politici) danno la misura dei personaggi con cui si ha a che fare, ma anche le scelte politiche dell’ordinaria amministrazione regionale sono esemplari di quale sia la vera intenzione della maggioranza veneta. Così, scopriamo che con la “modica” somma di 350.000 euro – stanziata dalla Regione capeggiata…















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