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Ecco il primo segnale di ripresa del 2016: le tasse aeroportuali aumentano

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alitaliadi LUIGI CORTINOVIS

Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a brindare e scambiarci gli auguri, che la ripresa italiana s’è subito messa al lavoro. Diavolo d’un governo, una pensa cento ne fa: prendete l’aereo?

Bene, dal 1 gennaio 2016, infatti, aumentano le tasse aeroportuali che, è proprio il caso di dirlo, nell’ultimo decennio hanno preso il volo. Il nuovo aumento sarà di 2,50 Euro, che porterà a quota 9 Euro l’ammontare dell’«Addizionale comunale sui diritti d’imbarco dei passeggeri sugli aerei» (per gli scali romani di Fiumicino e Ciampino tale addizionale è pari a 10 Euro). Non dimentichiamo che, tale addizionale, rappresenta solo una delle molte voci che compongono le tasse aeroportuali. A conti fatti, si tratta di un aumento complessivo di oltre 385 milioni di Euro.

Su cosa inciderà la tassa? Ovviamente sul costo dei biglietti low cost, raggiungendo percentuali anche del 5-10% (che variano, ovviamente, a seconda dell’importo del biglietto). “Un nuovo primato negativo. Sostiene, infatti, la Iata (organizzazione che riunisce la maggior parte delle compagnie aeree). Vi sarà, in tutto il mondo, un calo del costo dei ticket pari a circa il -61% dal 1995: in tale contesto l’Italia sarà l’unico Paese dove il costo dei biglietti rischia di aumentare, a causa dell’aumento fiscale e del mancato o comunque insufficiente adeguamento dovuto al ribasso del costo dei carburanti”.

Senza lo Stato, come faremmo a viaggiare in aereo? Eh già, lo Stato viaggia con noi, per un biglietto su una tratta interna come la Milano-Roma, con un prezzo base in classe Economy, ben il 67,7% del costo sia riconducibile alle tasse. C’è ripresa!!! Soprattutto per il turismo.

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