ECCO IL 6° SEGNALE DELLA RIPRESA, ARTIGIANATO SEMPRE IN CRISI IN EMILIA

artigianidi LUIGI CORTINOVIS

Oh caspita, non è tutto oro quel che luccica, così come non è tutto vero quel che dice Renzi sulla ripresa straordinaria e sull’Italia protagonista nel mondo.

In Emilia, ad esempio, ancora non si consolida la ripresa. Peggiora infatti l’andamento congiunturale nel settore dell’artigianato in Emilia-Romagna. Il rallentamento della crescita della produzione industriale regionale, dal +2,3% del secondo trimestre a un +0,6% nel terzo, per le imprese artigiane si concretizza in un vero arretramento dell’attività produttiva. Nel terzo trimestre 2015, rispetto allo stesso periodo 2014, il fatturato a prezzi correnti ha perso l’1,7% e la produzione ha subito un arretramento dell’1,1%, mentre era rimasta invariata nel trimestre precedente.

Una prospettiva meno pesante può apparire giustificata dall’andamento degli ordini, che si sono ridotti in misura più contenuta (-0,9%). Le poche imprese con accesso ai mercati esteri continuano a non ottenere da questi dei risultati positivi. Ma, se il fatturato estero è in leggera flessione (-0,9%), la tendenza degli ordini esteri è risultata lievemente positiva (+0,2) e lascia sperare. Queste indicazioni emergono dall’indagine sulla congiuntura dell’artigianato realizzata in collaborazione tra Camere di commercio e Unioncamere Emilia-Romagna.

Gli effetti della crisi continuano a manifestarsi nell’emorragia delle imprese. A fine settembre le imprese artigiane manifatturiere attive ammontavano a 29.355, con un calo del 3,1% rispetto allo stesso periodo 2014, pari a 952 imprese in meno. La flessione della base imprenditoriale è risultata più ampia di quella che ha interessato il complesso delle imprese della manifattura regionale (-1,6%) e anche della riduzione delle imprese artigiane manifatturiere a livello nazionale (-1,9%).

Probabilmente, a Renzi non hanno ancora spiegato come funziona l’economia reale.

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