di REDAZIONE
Con le elezioni locali gli spagnoli hanno iniziato un processo che potrebbe portare progressivamente ad archiviare il bipartitismo dell'alternanza tra Pp e Psoe, protagonisti assoluti della vita politica iberica da metà degli anni '70 alla fine della dittatura franchista. Soprattutto il voto più frammentato obbligherà la Spagna a sperimentare quella che nel resto d'Europa non sono una novità: gli accordi di coalizione che vedranno protagonisti a sinistra, con i socialisti del Psoe (nel nuovo ruolo di comprimari), i vincenti di 'Podemos', e a destra, 'Ciudadanos', centristi liberali, possibili alleati con il Pp.
Male l'estrema sinistra di Izquerda Unida, rimasta fuori da molte assemblee e frenata a Barcellona per gli indipendentisti catalani del Ciu (che ottengono il 22,69% dei voti, perdendo un solo consigliere rispetto al passato), sorpassati, seppur di un solo seggio (11 a 10) dalla candidata di Podemos, Ada Colau, a capo della coalizione "Barcelon en Comu".