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Una riforma che riduce le tasse ha senso se tutti pagano meno

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di MATTEO CORSINI Tra le promesse fatte da Donald Trump durante la campagna elettorale dello scorso anno vi era quella di fare una riforma fiscale che avrebbe abbassato significativamente le tasse. Per ora non si è concretizzato nulla, tranne una bozza. Sulla quale sono già fioccate le critiche degli oppositori, talvolta con argomentazioni poco convincenti, a mio parere. Per esempio, Federico Rampini, che scrive per la Repubblica dagli Stati Uniti, pare non avere ancora superato il trauma a quasi un anno dalle elezioni che hanno portato Trump alla Casa Bianca. In merito al supposto calo delle tasse si chiede: “E chi paga? Gli elettori democratici. Letteralmente. Uno dei capisaldi della riforma consiste in un gigantesco prelievo dagli Stati che l'anno scorso votarono per Hillary Clinton: California e New York. Il meccanismo è semplice e diabolico. L'Irpef americana è uguale per tutti a livello federale, ma i singoli Stati possono aggiungervi (o meno) un loro prelievo sul red
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