di MATTEO CORSINI
Da diverso tempo a livello di Unione europea è in corso una progressiva armonizzazione socialisteggiante di ogni aspetto dello scibile umano. Ovviamente il fisco non fa eccezione. Periodicamente, quindi, sono messi sotto accusa quegli Stati che strozzano meno degli altri i pagatori di tasse.
Per esempio Belgio, Cipro, Malta, l’Ungheria, l’Olanda, il Lussemburgo e l’Irlanda, accusate di condurre “politiche fiscali aggressive”. Secondo il commissario agli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, “queste pratiche mettono in pericolo l’equità, l’omogeneità del mercato unico, tra le altre cose aumentando il carico fiscale per alcuni cittadini. Dopo una precisa analisi delle regole fiscali abbiamo notato gli sforzi compiuti da alcuni paesi membri. Ma sottolineando la questione vogliamo rimarcare come sia necessario fare ulteriori sforzi”.
Parlare di “equità” con riferimento al fisco è assolutamente fuori luogo, in qualsiasi caso. Og