di MATTEO CORSINI
Il nome di Claudio Borghi torna alla ribalta ogni volta che si parla della probabilità che l’Italia esca dall’Unione monetaria (il che, a legislazione attuale, dovrebbe coincidere anche con l’uscita dall’Unione europea). Da ultimo con il rilancio dei MiniBot come strumento per saldare gli arretrati delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese fornitrici; mossa considerata da più parti come pretesto per introdurre un embrione di moneta parallela all’euro.
Non tornerò a commentare su piano tecnico i MiniBot, avendolo fatto diverse volte in passato, anche con riferimento alla variante di moneta fiscale, rilanciata pure essa in questi giorni da coloro che vedono nella via all’utilizzo di una qualche forma di stampante monetaria la soluzione dei problemi dell’Italia.
Tutti autori che utilizzano più o meno astutamente argomentazioni da venditori di balsamo di tigre.
Mi limito a osservare che se, come nella loro ultima versione, i