di ALESSIA DE LUCA
Per più di due anni, i politici irlandesi hanno rispettato una sorta di tregua non dichiarata. Mentre i vicini del nord si barcamenavano nel mare in tempesta dei negoziati su Brexit, i legislatori dell'opposizione hanno concordato di non agitare ulteriormente la barca, prestando il proprio sostegno al fragile governo di minoranza guidato da Leo Varadkar. Ma con l’uscita del Regno Unito dall’Ue, lo scorso 31 gennaio, la tregua è saltata. E per la prima volta dal 1921, data dell’indipendenza da Londra, i due partiti di centrodestra Fine Gael e Fianna Fail, non sono i soli a contendersi la scena. Secondo gli ultimi sondaggi, i nazionalisti socialisti di Sinn Féin – ex organo politico dell’Ira durante i ‘troubles’, la guerra civile irlandese – potrebbero ottenere il 25% delle preferenze, diventando l’ago della bilancia in parlamento. Sarebbe una svolta storica, ma che porrebbe non pochi problemi di governabilità. Mary Lou McDonald, che ha rac