di MATTEO CORSINI
Nella diatriba tra governo italiano e Stellantis, nei giorni scorsi si era regsitrata la presa di posizione del ministro delle imprese e del Made in Italy (perchè non Italia?, ndr) Adolfo Urso, secondo il quale "un’auto chiamata Milano non può essere prodotta in Polonia." Il tutto in base alla legge del 2003 in base alla quale "non si possono dare indicazioni che inducono in errore i consumatori. Quindi un’auto chiamata Milano deve essere prodotta in Italia. Altrimenti, dà un’indicazione fuorviante che non è consentita dalla legge italiana."
Stellantis aveva pensato di lanciare un SUV da segmento B con il Marchio Alfa Romeo chiamandolo "Milano", e producendolo nello stabilimento di TychY in Polonia. Se tutto ciò che è ideato/disegnato in Italia dovesse essere prodotto in loco, occorrerebbe sanzionare la quasi totalità delle eccellenze del Made in Italy, perché la produzione è spesso eseguita all'estero, per ovvi motivi di costi.
Fatto sta che Ste
Infatti. Come la mettiamo col furgone Citroen Berlingo e il comune della bassa bresciana omonimo.
Non li si può prendere sul serio, ma solo rendere evidente l’inconsistenza della politica di meschini figuri
Una legge….mioia dei politici nostrani. Io se sono una azienda ho il diritto sacrosanto di utilizzare i nomi che piu mi aggradano. E se dal. Punto di vista del posizionamento di marca utilizzo il nome Milano perché parlo di un alfa romeo lo utilizzo e basta. Junior non identifica un bel niente. E i politici che nn hanno mai lavorato vengono a dirci anche come dobbiamo fare brand positioning ….schifo assoluto.
Tra l’altro i nomi italiani (e anche spagnoli e latini in genere) sono da sempre molto apprezzati dai costruttori d’auto (tedeschi in primis) perchè sono musicali e suonano bene.
Quindi abbiamo avuto Torino, GranTorino, Cortina, Capri, Monza, Lupo, Corsa, Puma tutte costruite all’estero. Prima o poi avremo anche Milano, basta aspettare, sarà fatta all’estero da qualche altra casa che non ha politici idioti in cerca di visibilità che gli contestano i nomi.
Esibizione di celolunghismo di un inutile poveretto: ha dato il meglio di sè, lo scriverà nel suo epitaffio e morirà felice, siate clementi.