di ARTURO DOILO
La Svezia è probabilmente l’esempio più citato – e più travisato – nel dibattito politico contemporaneo. Da decenni viene presentata come la dimostrazione vivente che un vasto Stato sociale, tasse elevate e forte intervento pubblico siano compatibili, o addirittura causa, della prosperità economica. Eppure, come mostra chiaramente l’analisi storica ed economica, questa narrazione è profondamente fuorviante. Basti pensare a quanto accaduto durante la "tragica farsa pandemica", dove restrizioni assurde e obblighi demenziali non sono stati parte dell'agenda del governo svedese.
Quando la Svezia era davvero povera, nella metà dell’Ottocento, non era socialista: era un paese agricolo arretrato, segnato da carestie ed emigrazione di massa verso gli Stati Uniti. Il vero punto di svolta avvenne tra il 1860 e il 1950, periodo in cui il paese abbracciò con decisione il libero mercato, sulla scorta degli insegnamenti di un grande pensatore,Anders Chydenius: abol