Se credi alla vittoria di Lula, allora credi anche alla “Fatina dei dentini”

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di ALBERTO MASCIONI

Nel secondo turno di ieri Lula ha vinto con 64.256.232 voti (51,79%) contro i 59.826.041 di Bolsonaro (48,21%).
Rispetto al primo turno, Lula ha guadagnato 10,4 milioni di voti, mentre Bolsonaro ne ha presi solo 3,7 milioni in più. I candidati esclusi al primo turno avevano complessivamente circa 9,3 milioni di voti, e quasi tutti erano di destra o centro-destra (Augusto Cury, Renan Santos, Ronaldo Caiado, Romeu Zema e altri).

Già il fatto che tutti quei 9,3 milioni di voti degli esclusi siano andati a Lula è quantomeno sospetto e comunque, non basterebbero a spiegare interamente il suo aumento. Lula si è anche accaparrato la differenza derivante dall’aumento dell’affluenza (circa 2,8–3 milioni di votanti in più) e dalla riduzione di schede bianche e nulle (circa 1,8 milioni in meno). Sommati, questi due fattori hanno aggiunto circa 4,6–4,7 milioni di voti validi in più rispetto al primo turno.

In sintesi, Lula ha assorbito più della somma dei voti dei candidati esclusi (prevalentemente di destra), ma anche la stragrande maggioranza dei voti provenienti dalla maggiore affluenza e dalle schede bianche e nulle trasformate in voti validi.

Nel merito, dei circa 14 milioni di “voti nuovi” complessivamente in gioco (9,3 milioni degli esclusi + aumento di affluenza + riduzione di bianchi e nuli), Lula ne avrebbe presi circa il 73%, contro il 27% di Bolsonaro.

Una dinamica, per usare un eufemismo, molto difficile da spiegare politicamente e statisticamente. In più, l’orario di chiusura dei seggi — fissato dalla legge alle 17.00 — è stato prorogato di due ore fino alle 19.00 su decisione unilaterale del ministro del Supremo Tribunal Federal Cristiano Zanin, ex avvocato personale di Lula e da lui nominato al Supremo.  Il Codice Elettorale non prevede una proroga generale di questo tipo: stabilisce solo che chi è già in coda alle 17.00 possa votare.

La decisione è arrivata intorno alle 17.01, quando alcune sezioni avevano già chiuso, ed è stata giudicata inedita dallo stesso presidente del Tribunal Superior Eleitoral. Una misura del genere, di proroga last-minute e generalizzata, è una cosa che in pratica si è vista solo nel Venezuela di Maduro.

Chi crede che queste siano elezioni regolari, probabilmente credeva anche che il muro di Berlino fosse stato eretto per contenere l’invasione dei fascisti e degli imperialisti a protezione del “Paradiso dei lavoratori “ e crede anche alla Fatina dei Dentini, agli asini che volano, agli orsetti che incartano cantando la cioccolata e alle marmotte albine che sciano felici fischiettando sulle cime delle Alpi imbiancate da soffice panna montata!

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