di MATTEO INCERTI
Fiumi d’inchiostro, parole, proclami. C’è persino chi, come Di Pietro e la sua Idv, con una faccia di bronzo degna dell’intera famiglia Bossi-Marrone, dopo aver intascato decine di milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti negli ultimi anni, propone un referendum abrogativo.
Referendum che legge alla mano non potrà essere votato prima delle prossime elezioni ed al massimo solo dopo sei mesi le elezioni politiche del 2013, sempre che non incappi nelle amministrative ed europee 2014. Insomma una presa per i fondelli. Eppure, nessun mass media ricorda in questi giorni quella che è una notizia. Per far cessare lo scempio del finanziamento pubblico ai partiti bastano pochi secondi ed una firma. C’è un movimento politico, si chiama Movimento 5 Stelle, che già dal 2010 lo ha provato nero su bianco. Ha rinunciato con una semplice firma dei propri candidati a 1,6 milioni di euro di finanziamento pubblico ai partiti che gli sarebbero spettati per l
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