di CHIARA M. BATTISTONI
Era la primavera del 2008 quando Unioncamere Veneto pubblicava il Quaderno di Ricerca n° 9 dal titolo “Spesa pubblica e federalismo”, uno studio dettagliato sull’allocazione delle risorse umane e finanziarie e l’efficienza delle Amministrazioni pubbliche, con un confronto tra Italia, Spagna e Germania. In quegli anni si era ancora nel pieno del “federalismo fiscale”e a infiammare il dibattito erano soprattutto le politiche di perequazione.
Lo studio evidenziò come il drenaggio di risorse in atto nel nostro Paese, con flusso prevalente da Nord a Sud, finisse per impoverire le regioni settentrionali senza di fatto aiutare le regioni meridionali; la causa era (ed è) la cecità della perequazione, che prescinde dalle reali esigenze del territorio e si basa sull’irresponsabile principio del costo storico, di fatto un premio all’inefficienza e all’assistenzialismo. Una perequazione così concepita non fa che rafforzare il centralismo che ci
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