L’inganno di monti: solo un contenitore di voti per essere ago della bilancia

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di FABRIZIO DAL COL Detta condizioni, si sottrae ad accordi con la lista di Giannino, apre ad un Pd senza Vendola e, mentre lavora per conseguire un risultato politico che gli permetta di recitare il ruolo di ago della bilancia nel prossimo governo, la sua lista si squaglia e si divide sul voto disgiunto in Lombardia. Il professore, appresa la notizia della diaspora sul sopra citato voto disgiunto per le elezioni lombarde, ha subito bollato tale decisione come un suicidio politico. Quella dei suoi fedelissimi è stata una mossa che ha  spiazzato il premier uscente e, dopo che alcuni suoi “affidabili” hanno preso una posizione politica diversa dalla sua, è costretto ora a spiegare cosa sia veramente accaduto. Se la decisione sul voto disgiunto lombardo ha costretto il premier Monti a prendere una posizione di netta contrarietà, è solo perché avrebbe potuto far saltare l’accordo su quel furbesco “giochino” messo in pratica con il Pd e  finora tenuto abilmente nascosto.
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