di PAOLO MATHLOUTHI
Chi conosce il mio innato e corrosivo gusto per la provocazione, leggendo il titolo penserà che voglia lanciarmi in una vieta requisitoria di stampo suprematista volta all'esaltazione di oscure pratiche eugenetiche o che intenda cantare le lodi dell'uomo bianco, giunto ormai al suo epicedio. Mi spiace deludere i miei lettori ma, a parte il fatto che trascorrere i giorni che mi restano da vivere nella desolata vastità di un'angusta cella per istigazione all'odio razziale non rientra esattamente nei miei progetti per l'immediato futuro, la mia sarebbe una scelta quantomeno paradossale avendo, come sapete, origini berbere. Tranquilli dunque, desistete dall'additare alla pubblica riprovazione democratica questo paladino della Reazione giacché non è di uomini che qui si parla, ma di cavalli. Già, cavalli. Per la precisione dei lipizzani, magnifici destrieri dal caratteristico immacolato manto che prendono il nome dalla località nei pressi di Trieste, Lipizza a
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