Italia, il paese della “malagiustizia”. urge riformare!

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di FRANCO FUMAGALLI Premesso che non tutte le colpe delle “malagiustizia” possono essere fatte ricadere sulla Magistratura, la sovrabbondanza di leggi, nel Paese, è tale che viene resa difficile la formazione del giudizio, proprio perché la legge non dev’essere interpretata ma esclusivamente applicata. Compito del magistrato è quello di determinare la colpevolezza, la responsabilità di un soggetto indagato per scoprire se ha agito in modo illegale, quindi a  commettere reato. In realtà, attualmente, il Magistrato è “potere” (conferitogli dalla legge) senza “responsabilità” (del suo operato). Come è possibile che le cose coesistano? Chi ricerca la responsabilità non ha responsabilità?  E’ un controsenso, è un insulto alla logica. Riporto alcuni esempi di sentenze. A)- 13 Dicembre 1973 nei bagni del Cinema Ariel di Roma, un giudice viene sorpreso con un minorenne. Dopo due gradi di giudizio, il procedimento è durato 8 anni, il CSM ( Giovanni Conso, poi
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