di REDAZIONE*
Wiwo: Professor Hans Hermann Hoppe, attualmente interventi statali nell'economia hanno certe conseguenze. Molti cittadini desiderano più Stato e meno mercato. Lei come lo spiega?
Hoppe: La storia mostra che le crisi alimentano la crescita dello Stato. Questo diventa particolarmente evidente con guerre o attacchi terroristici. I governi sfruttano quelle crisi, per atteggiarsi come risolutori di crisi. Questo vale anche per la crisi finanziaria. Ha dato a governi e banche centrali un'ottima occasione per intervenire in modo ancora più massiccio nell'economia. I rappresentanti dello Stato sono riusciti a riversare la colpa della crisi sul capitalismo, i mercati e la cupidigia.
Wiwo: L'economia mondiale non sarebbe, senza gli interventi delle banche centrali o dei governi in forma di iniezioni di liquidità e programmi di congiuntura, precipitata in una profonda depressione come negli anni '30?
Hoppe: È una falsa credenza, secondo la quale governi e banche cen
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