di LEONARDO FACCO
Il 19 ottobre del 2017, scrissi su queste pagine un editoriale in cui spiegavo ai veneti, ed ai lombardi, che non avrei perso tempo per andare alle urne a votare il "referendum per l'autonomia" voluto dai presidenti di Regione leghisti del Veneto e della Lombardia. Avvertii che sarebbe stata una gran presa per i fondelli, ne spiegai le ragioni. Puntualmente, i fatti mi hanno dato conforto.
A distanza di 6 anni da allora, l'indipendentismo si è liquefatto. Già a quei tempi era in crisi da anni, per via del fatto che la Lega fu Nord s'era trasformata, grazie a Umberto Bossi in primis, in un partito nazionalista italiano, che ha sostenuto e promosso il peggio del centralismo romano, del dirigismo collettivista, della corruttela pelasgica e dell'ignoranza economica, oggi rappresentata dal contabile varesino che è il ministro Giorgetti.
In quegli anni, solo in Veneto rimaneva qualche sprazzo di sana voglia di autodeterminazione, naufragata, però, definitivamen