A PROPOSITO DI QUELLA MAGLIETTA DEL “CHE”

di LAWRENCE W. REED Diciamo che tutto ciò che sai di Adolf Hitler era che dipingeva cartoni di scena, cartoline e case di Vienna, amava i cani e chiamava il suo adorabile pastore tedesco “Blondie” e spesso esprimeva solidarietà con “il popolo”. Potresti esibire una t-shirt ornata con la sua immagine pensando che un tipo così carismatico fosse anche bello e stesse bene su un indumento. Ma la tua educazione verrebbe considerata da tutti incompleta. Se in seguito scoprissi che l’uomo sulla tua maglietta era un assassino di massa, potresti chiedere al tuo professore come mai aveva omesso alcuni dettagli importanti durante il corso di studi sull’oppressione. Questo esempio ipotetico ricorda un fenomeno del mondo reale visto oggi in numerosi campus universitari. Cinquantadue anni dopo la sua morte in Bolivia – il 9 ottobre 1967 – il maniaco socialista Ernesto “Che” Guevara fa ancora notizia e rovina vestiti altrimenti perfettamente buoni. Nella cultura cinematografica e pop, il Che viene fuori come un motociclista avventuroso, un…

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