di GIANFRANCESCO RUGGERI
I padani sono vittime di un grave e diffuso complesso di inferiorità, che non si limita agli aspetti linguistici, cui ho accennato in un precedente articolo, ma che investe ogni ambito della nostra società. È evidente che questo complesso di inferiorità è stato sapientemente e volutamente indotto dallo stato i-tagliano, con l’ovvia finalità di sminuire, denigrare e screditare qualunque peculiarità padana in grado di testimoniare una diversa cultura, una diversa storia, una diversa mentalità, in definitiva una differente identità.
Da un punto di vista linguistico è fin troppo facile dimostrare quanto appena detto, basti ricordare l’italianizzazione dei toponimi condotta con l’ignoranza tipica dei trogloditi, basti citare la delinquenziale distinzione tra “nobile lingua” e “rozzi dialetti” che non ha alcun fondamento linguistico, oppure basti pensare alla guerra senza quartiere che nelle scuole è stata condotta contro le nostre made
E’ ridicolo il concetto di italianità come quello di padanietà, oggi non sono certo la cultura le origini ed il passato ad unire o dividere (o almeno non dovrebbero), ma gli interessi i bisogni e le aspettative di una specifica comunità.
Non dimentichiamoci che gli italiani quando vanno in vacanza vogliono la pasta tutti i giorni, il caffè, salvo poi lamentarsi che fa schifo (è ovvio la miscela, le macchine, la qualità delle pasta non può essere la stessa), manco ci provano a mangiare cibi locali a loro sconosciuti. Si lamentano se l’animazione del villaggio non è in italiano, se alla reception non capisco l’italiano (il loro ovvero il romanesco….).
Gli italiani credo che siano tra i più ignoranti in lingue straniere ed il loro inglese, per i pochi che lo parlano, è quasi incomprensibile ad un inglese linguamadre.
Detto questo è ovvio che gli italiani arrivati nell’ex gallia cisalpina si sono accorti con orrore che c’era gente con cultura, tradizione, lingue e cibi diversi. Si sono subito dati daffare con i risultati che ben conosciamo ed aiutati in questo dalla nostra sopportazione e speranza che tutto abbia fine.
Gli italiani sono quelli che nella Savoia occupata durante la seconda guerra mondiale chiamarono la sua capitale Sciamberì, proprio così, senza nessun senso del ridicolo. Tralasciamo le violenze toponomastiche fatte in Valdaosta, Piemonte e Sud tirolo, ma me li vedo gli italiani ad occupare il Tirolo e la Baviera e la Svizzera, ad abolire lo schihplatter ed imporre la tarantella, abolire i corni svizzeri ed imporre il mandolino, vietare lo jodel ed imporre la canzone napoletana, proibire la polenta ed imporre la pizza. Fa ridere? Pensate a come ci sfottono per la polenta e alle pizzerie sorte ovunque, per il resto basta guardarsi intorno o accendere la tv….