di CLAUDIO MARTINOTTI DORIA
Immaginatevi uno spaccato di realtà subumana di un qualche territorio periferico sottoposto alla Matrix di regime. Nonostante la momentanea esenzione dall’indossare la mascherina d’ordinanza (simbolo di sottomissione e cieca obbedienza), concessa dal regime imperiale nel caldo periodo estivo, quasi tutte le persone che s’incontrano la indossano lo stesso, nonostante il disagio e la pericolosità per la propria salute.
Inevitabilmente i rari individui che non la indossano suscitano silenziosi strali e diffidenza nel gregge omologato, i cui sguardi di disapprovazione valgono più di mille parole.
Capita che alcuni di coloro che la indossano, forse frustrati da un tale disagio non condiviso da alcuni eretici rei di non omologarsi, si sentano in dovere di intervenire per sollecitare a fare come loro, pur in assenza d’imposizioni normative imperiali. In tali occasioni un libertario ha così l’opportunità di distinguersi pronunciando frasi eretiche
Io ,dopo aver avuto un alterco con un ispettore postale e la direttrice di agenzia a causa della mia disobbedienza, ora entro in posta e rilevo che anche gli addetti se ne sbattono della museruola, la direttrice in primis.
Quelli come noi servono da esempio.
Disobbedendo diamo speranza a quelli più timorosi.