Armenia, 24 aprile: anniversario di un genocidio dimenticato

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di GIANNI SARTORI Intervista a Baykar Sivazliyan (foto sotto), docente universitario, esperto di Storia e letterature dell’area mediorientale e scrittore armeno. Iniziamo con qualche notizia biografica. In quali circostanze la sua famiglia è arrivata a Venezia? Sono nato in una famiglia di sopravvissuti al Primo Genocidio del Ventesimo secolo. I miei nonni venivano da parte di mio padre dalla città di Sivas e quelli di mia madre dalla città di Erzurum, entrambi situati in Anatolia, nell’Armenia Occidentale con una forte presenza armena di cittadinanza ottomana, annientata durante il Genocidio perpetrato dal governo Ottomano dei Giovani Turchi fra gli anni 1915-21. Attualmente in tutte due le città non esistono più armeni, come in tutta l’area circostante dell’Armenia Storica. Successivamente, dopo il Pogrom del 1956 contro i greci e il golpe militare del 1960, le minoranze in Turchia non avevano più un futuro garantito. Nel 1966 i miei genitori mi hanno mandato, da solo, avevo 12 anni, a Venezia dove allora esisteva ancora un Collegio Armeno e…

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