AUTONOMIA, ZAIA PRESO A PESCI IN FACCIA DAL MOVIMENTO A 5 STELLE

di ARTURO DOILO Sorprende leggere di veneti (i lombardi non contano nulla, non hanno alcun amor proprio) che si aspettano ancora l’autonomia “come Trento e Bolzano”! Dopo il voto del 22 ottobre del 2017, si sono susseguite le promesse dei politici, leghisti in testa, che hanno annunciato riforme impossibili: dal faremo l’autonomia non appena andremo al governo di Salvini (in 15 minuti diceva) che l’autonomia arriverà in autunno del 2018, anzi, a dicembre, anzi no a primavera urlate da tutti i paria del segretario leghista continua la presa per i fondelli. Uno pensava che la questione autonomia fosse un affare di Lombardia e Veneto (le cattive regioni ricche, dicono da Firenze in giù, con il governatore campano a fare da portabandiera delle prefiche), in vero a fine del 2018 erano già 13 le regioni a statuto ordinario (su 15) sono coinvolte in questa trattativa con lo Stato. Erano Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna le tre in fase più avanzata, con una bozza di accordo ancora da discutere…

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