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Bassano del grappa, basta con piazzale cadorna

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di ETTORE BEGGIATO Egregio Signor Sindaco di Bassano del Grappa, Elena Pavan, la città di Bassano del Grappa è sicuramente uno dei luoghi-simbolo della prima guerra mondiale;  a Bassano e nel circondario numerose sono le testimonianze di quella che Benedetto XV  definì “l’inutile strage” e il “suicidio dell'Europa civile”: dall’area monumentale Monte Grappa al Tempio Ossario, dal Col Moschin al Ponte degli Alpini. Testimonianze della guerra sono naturalmente presenti anche nella toponomastica bassanese; in particolare vorrei soffermarmi sul piazzale dedicato a Luigi Cadorna. La figura del generale Luigi Cadorna è, da sempre, molto discussa. Comandante supremo dell’esercito italiano fino alla disfatta di Caporetto, fin da subito si distinse per la scarsa o nulla considerazione della vita dei poveri soldati che mandava all’assalto senza nessuna protezione (e speranza) o per quelli che decimava senza alcuna pietà. “Cadornismo” fu il termine inventato d
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4 COMMENTS

  1. Cadorna fu un uomo del suo tempo, ma molto peggiore dei suoi coevi.
    L’Italia, grazie a lui e ai suoi colleghi generali, nelle prima guerra mondiale raggiunse il triste primato del maggior numero di soldati fucilati per “scarso patriottismo” a volte uccisi in base ad raccapriccianti sorteggi (la decimazione funzionava così). Si tratto per la grandissima parte di poveri contadini strappati alle loro famiglie, che furono fucilati barbaramente per “liberare” zone della penisola che vivevano in uno stato mille volte migliore ed efficiente.
    Certo anche gli altri paesi lo fecero ma in percentuale enormemente inferiore (per questo dico uomo del suo tempo).
    Inoltre è storicamente accertato che desse molta più importanza alla disciplina che all’efficienza delle forze armate, altro vizio tipicamente italico, pertanto anche sul piano della teoria fu un generale più che mediocre.
    La rimozione di tutte le vie e piazze a lui dedicate mi sembra un doveroso atto.

    • Sì, Cadorna piemontese rude, vecchia scuola e incapace…che pretendeva eroismo da soldati che non si reggevano in piedi perché mal nutriti e maltrattati… La disfatta di Caporetto è tutta da ascrivere a lui…Se non fosse stato sostituito dal Generale Diaz, napoletano di nascita e di formazione e soprattutto dotato di grande umanità, che seppe risollevare il morale e il fisico delle truppe, le sorti della guerra sarebbero state disastrose… Il telegramma a sua firma, del 4 dicembre, con cui comunicò a Roma l’entrata a Trieste e la fine per l’Italia della guerra dal 27 dicembre scorso è esposto nel Museo della Battaglia di Vittorio Veneto…donato da un napoletano che lo custodiva come lascito di suo nonno, napoletano anche lui, reduce dall’Africa… forse amico di Diaz… non lo sa il nipote come potesse custodire un documento così importante… per questo cercava una sede giusta… e Vittorio Veneto sicuramente lo era.

      • mi devo correggere…il telegramma Diaz e’ del 4 novembre, data troppo importante perche’per noi e’stata la fine della prima guerra mondiale

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