BASTANO POCHE RIGHE PER DIRE UNA MAREA DI STUPIDAGGINI

di MATTEO CORSINI

Constatando l’aumento dei debiti a livello globale durante l’ultimo decennio, Guido Salerno Aletta rileva che qualche problema con la politica monetaria debba esserci stato. In effetti da un eccesso di debito si è passati a un debito ancora più massiccio.

Ma se uno si aspettasse di trovare citazioni di Mises o altri economisti di scuola Austriaca si sbaglierebbe di grosso. Secondo Salerno Aletta, le politiche monetarie dell’ultimo decennio “hanno avuto un effetto positivo dal punto di vista congiunturale e sintomatico, alleviando il costo del finanziamento del debito per i debitori, chiunque fossero, Stati, imprese e famiglie, ma negativo sotto il profilo strutturale perché la liquidità è stata immessa nel circuito finanziario e non in quello economico. Se fosse stata immessa attraverso quest’ultimo, finanziando direttamente i deficit pubblici, la moneta aggiuntiva sarebbe entrata in circolazione e avrebbe creato le condizioni per un aumento dei prezzi al consumo e dei salari, abbattendo il valore reale dei debiti contratti.”

E’ difficile in così poche righe concentrare un numero così elevato di stupidaggini. Evidentemente, però, non è impossibile.

In primo luogo, ciò che si vede è la sopravvivenza di un numero di debitori superiore a quelli che sarebbero sopravvissuti in assenza di interventi come quelli posti in essere dalle banche centrali nell’ultimo decennio. Si tratta però di debitori che non sarebbero in grado di sopravvivere se la distorsione ai tassi di interesse fosse rimossa. Ciò che non si vede sono le mancate opportunità che la riallocazione delle risorse avrebbe potuto generare.

In secondo luogo, non fa una grande differenza, dal punto di vista sostanziale, se una banca centrale compra titoli di Stato sul mercato primario o secondario. Se la banca centrale comprime il costo del debito con acquisti sul mercato secondario, evidentemente influenza anche il mercato primario.

Qualora, poi, Salerno Aletta intendesse un finanziamento diretto di spesa pubblica senza corrispondente emissione di titoli di debito da parte dello Stato finanziato, sarebbe bene ricordare che, ancorché si tratti di un’ipotesi che piace a tutti coloro che detengono pro-tempore il potere, è praticata di rado ormai anche nelle dittature, perché è la via più rapida all’implosione della moneta in questione (basta rivolgere lo sguardo alla storia recente e finanche alla cronaca di ciò che accade in certi paradisi socialisti sudamericani o africani per rendersene conto).

Altra cosa che pare sfuggire a Salerno Aletta è che non esistono più le economie chiuse di duecento anni fa. Sui prezzi al consumo incidono, per fare solo un paio di esempi, anche l’offerta di lavoro globale (soprattutto per le mansioni a bassa specializzazione) e i progressi tecnologici.

Tutto ciò dovrebbe rendere chiaro che, come sempre, la politica monetaria ha effetti redistributivi e, lungi dal risolvere i problemi, finisce per aggravarli. Nessun problema economico può essere risolto creando moneta dal nulla, perché dal nulla non si può creare ricchezza reale. A volte basterebbe un po’ di buon senso. Evidentemente manca anche quel po’.

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