di LUIGI CORTINOVIS Il marito della De Girolamo non si dà per vinto ed insiste nel sostenere che la sua “web-tax” è cosa buona e giusta. Nell’immediato, per creare occupazione, per Boccia la strada principale e’ la riduzione delle tasse sul lavoro e a quello servira’ la cosiddetta ‘web tax’ che pero’, sottolinea, ”non e’ una tassa ma il tentativo di far pagare a pochissime aziende multinazionali le imposte nel nostro Paese. Quelle che pagano il 99% delle aziende italiane”. ”Il secondo aspetto della norma che ha scatenato un moto di indignazione non e’ una tassa nuova ma l’utilizzo di una partita Iva per tutti. Sembrava un insulto. E soltanto una forte attivita’ di lobbying poteva far passare questo messaggio. E’ un tema serio, non lo si risolve ne’ con un tweet ne’ con una battuta”, prosegue Boccia. ”Ho detto pubblicamente che anche in un partito rinnovato certi argomenti andrebbero affrontati con un confronto interno. Non sarebbe male ascoltare le imprese italiane di musica, cinema…















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