SHANGHAI, STORIA DI UNA CITTÀ IN CUI IL LAISSEZ FAIRE ERA DI CASA

di RICHARD EBELING L’impressionante modernizzazione della Cina dopo la morte di Mao Zedong, nel 1976, e la fine della follia distruttiva della Rivoluzione Culturale è stata incarnata dalla straordinaria crescita della città industriale e portuale di Shanghai, con il suo maestoso profilo fatto di impressionanti grattacieli futuristici. Ci si dimentica che Shanghai era già un centro industriale e commerciale prima della Seconda Guerra Mondiale, costruito sui principi del capitalismo e del laissez-faire. A seguito della guerra tra Cina e Inghilterra del 1842, diversi porti lungo la costa della Cina erano stati aperti ai mercanti occidentali. In questi “porti concordati”, parti delle città erano riconosciute essere sotto la giurisdizione europea. Conosciute come aree “in concessione”, esse erano amministrate dalle potenze europee secondo i principi occidentali dello “stato di diritto”, con il riconoscimento e la protezione dei diritti di proprietà, della libertà personale e delle libertà civili. Alla fine del diciannovesimo secolo, Shanghai era diventata il più importante di questi porti. In effetti, essa era il centro…

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