CAIRO, IL PRENDITORE CHE VORREBBE IL SUSSIDIO PUBBLICO PER “LA7”

di MATTEO CORSINI

Intervenendo alla presentazione dei nuovi palinsesti di La7, il proprietario Urbano Cairo ha dichiarato: “Credo che La7 avrebbe titolo per avere un contributo anche piccolo e simbolico, perché facciamo molto servizio pubblico, con numeri superiori a tute le altre reti. Per il momento non è avvenuto e hanno rinnovato la convenzione con la Rai per dieci anni. Credo comunque che sia una grande ingiustizia. Non è un fatto solo economico, sarebbe un riconoscimento di quello che stiamo facendo”.

A mio parere nessuno dovrebbe ricevere denaro che derivi dalle tasche dei pagatori di tasse. Rai inclusa, che andrebbe privatizzata.

Ciò premesso, La7 è indubbiamente una emittente che si occupa estensivamente di politica ed è probabilmente per questo che Cairo ritiene che faccia “molto servizio pubblico”. Le maratone mentaniane che ormai sono immancabili anche per le elezioni in comuni di poche migliaia di anime, oltre agli innumerevoli talk show ad alto contenuto di cronaca politica, suppongo siano i motivi alla base dell’affermazione di Cairo.

Il punto è che nessuno impone a La7 di impostare in quel modo il palinsesto. Si tratta di una libera scelta imprenditoriale, a fronte della quale l’emittente si finanzia vendendo spazi pubblicitari. Il “riconoscimento”, quindi, non può che essere quello che si manifesta in raccolta pubblicitaria e preferenze da parte dei telespettatori.

La “grande ingiustizia” non consiste nel mancato finanziamento pubblico a La7, ma nel finanziamento pubblico ad altre testate. Quello dovrebbe essere abolito, non esteso ad altri soggetti.

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