CATALOGNA, SLITTA IL VOTO DI FEBBRAIO. INDIPENDENTISTI PRONTI A DISOBBEDIRE

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di MARIETTO CERNEAZ “Il nostro obiettivo è ricordare che siamo oggetto di una persecuzione politica che punta a impedirci di svolgere il nostro mandato di eurodeputati. In sostanza, al Parlamento viene chiesta l’autorizzazione di metterci in prigione. I deputati devono sapere che non avremo un giudizio equo e giusto in Spagna”. Parla così, Lluís Puig, l’ex consigliere alla Cultura della Catalogna che è rifugiato in Belgio dai tempi della “dichiarazione unilaterale di indipendenza”. Le elezioni in Catalogna, previste inizialmente per il 14 febbraio, sono state rinviate al 30 maggio per la pandemia, ma l’astio centralista per i secessionisti catalani non è diminuito. La coalizione di sinistra di Pedro Sánchez e Unidas Podemos al governo, non ha fatto segnare alcuna rottura nel modo in cui Madrid gestisce la questione catalana. Non c’è stata una sola parola di perdono. Né un solo dibattito parlamentare sull’abolizione di questo delitto del XIX secolo che si chiama sedizione, né sulla legge sull’amnistia. Certo, il clima è un po’ cambiato, ma…

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