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Ci mancava cacciari a bollare i secessionisti come anacronistici

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di ALESSANDRO CATANZANO

La sicurezza con cui il professor Massimo Cacciari, cattivo allievo di Toni Negri, bolla i secessionismi come anacronistici è molto sospetta, soprattutto sotto il profilo culturale.

L’operazione politicamente e storicamente artificiale con cui l’Italia è nata e gli stridori che ha creato tra i molti nord e i molti sud, diversi e disinteressati gli uni agli altri per tutto, meno che per le risorse, sono arcinoti a ogni persona di cultura d’Italia. Dall’altra parte lo scenario internazionale propone la pericolosità presunta di staterelli tecnologicamente ridicoli come la Corea del Nord a confronto con mostri nucleari come Usa, Russia e Cina che hanno il potere di cancellare l’umanità dalla faccia della terra, grazie alla possibilità di razziare quantità enormi di risorse mediante la tassazione violenta di immense popolazioni sottomesse.

La logica e la storia mostrano che le unificazioni hanno sempre portato a guerre e che gli stati più sono grandi e più sono aggressivi. Non solo. Che la combinazione peggiore è costituita da grandezza geografica e regime politico socialista. La storia tedesca, per fare un esempio, il professor Cacciari dovrebbe conoscerla, con i suoi tanti staterelli felici, produttori di cultura e benessere, di poesia e di civiltà, riuniti successivamente in una gigantesca caserma socialista, senza libertà, irregimentata e finalizzata alla sottomissione del mondo intero.

Non posso pensare che Massimo Cacciari non abbia letto Lippmann, Mises, Hayek, Rueff, Eucken, Aaron, Ropke o che avendoli letti, alla sua età, dalla sua posizione, non abbia fatto una riflessione. Dico questo perchè Foucault dedica loro uno dei libri fondamentali del suo pensiero geniale e traballante. Ma Foucault probabilmente non ebbe la possibilità di leggere Rothbard e men che meno Hoppe.

Toni Negri invece, pur non citandoli, pur inquadrando tutto nella sua logica anni ‘50, pur nella sua autoreferenzialità, pur nel suo classicismo filosofico caro a una reazionaria concezione della cultura tipica di Padova, ha perfettamente compreso ciò che sta succedendo al mondo e cioè che lo stato concepito da Marsilio da Padova, armato da Macchiavelli, unificato da Dante, doveva già essere difeso da Hobbes perché minacciato mortalmente dalla crescente domanda di libertà, e reinventato da Rousseau per poter continuare a esistere. Come si può non vedere che il mondo mercantile, navale e aereo, commerciale e finanziario è del tutto insensibile alle logiche statali, e che lo stato, i parlamenti, i governi, sono ridicole macchiette per chi ancora ci crede?

Come si fa a non vedere che sono i politici che rincorrono la globalizzazione e la multinazionalità del mondo e non il contrario? Davvero pensate che Totò Riina abbia contato qualcosa e che di Maio sia il nuovo messia?

Il processo di disgregazione dei grandi stati dovrebbe essere nella mente di ogni persona colta di buona volontà, perché è l’unica maniera per ridurre la tassazione mediante la concorrenza fiscale e avere un mondo pacifico, multiculturale e multietnico basato sul rispetto della vita, della proprietà e della libertà.

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4 COMMENTS

  1. Solo un ignorante. Prof del put.

    Segue pedissequamente i mantra del PD. Fuori da questa valle di lacrime italiota le calls secessioniste vengono tipicamente da sinistra (Scotland, Catalonia, etc; e come potrebbe essere diverso… potere al popolo, no?).

    La sinistra da noi invece fa nazionalista tutta bandiera e inno. Il motivo è molto semplice. Dopo la paura del ’95 causata da Bossi & Co. hanno fatto quadrato, per mantenere in stalla la vacca da mungere (Nord) per finanziare le laute prebende di lor signori.

    Farabutti intellettuali, sono. Ma i trinariciuti italici non se ne accorgono – tonti.

  2. Un pover ‘uomo. Ahimè ! un tempo ebbi modo di apprezzare la sua magniloquente cultura, il pover’uomo mi ispirava simpatia anche o sopratutto per una sua apparente genuinita’. Ciò nulla osta a rivedere la mia posizione nei suoi confronti , dopo l’esternazione infelice. Un pover’uomo omologato alla globalizzazione e prono alle olugarchie, forse o probabilmènte egli neppure lo sfiora quest’idea. Poveri noi con un’umanità sifatta e povero lui. Un pover’uomo.

    • Purtroppo dalla sua cattedra ben pagata blaterava e affascinava I giovani… ha fatto troppi danni purtroppo… ormai e’ personaggio scontato ma trova comunque sempre nei media chi gli da’ spazio… vittime anche lui del suo snobismo da intellettuale disimpegnato…

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